venerdì 13 novembre 2015

Oggi vi racconto.. "Timira", Wu Ming 2



Giovanni Cattabriga è uno scrittore italiano, membro del collettivo Wu Ming, conosciuto con lo pseudonimo di Wu Ming 2. Scrive Timira con Antar Mohamed, figlio della protagonista dell'opera.

Timira è una biografia, la storia di Isabella Marincola - conosciuta come Timira in Somalia - nata dall'unione tra Giuseppe Marincola, soldato italiano, e una donna somala, Ascherò Assan. Isabella non è figlia unica, dalla stessa unione nasce, precedentemente, suo fratello Giorgio. Entrambi vengono riconosciuti come cittadini italiani ed è proprio qui che vengono mandati per conseguire gli studi. A ricostruire le atmosfere, la vita di quei tempi sono le foto, gli ampi reperti storici, i quali rendono ancora più reale una storia che già lo è di per sé. 

Nel momento in cui Isabella giunge in Italia è costretta a vivere con la matrigna - moglie di Giuseppe Marincola -, con la quale il rapporto non potrà mai essere pacifico, dal momento che Isabella, anche se non consapevole, è la prova inconfutabile del tradimento del padre. Timira, al di là delle sue vicende tormentate con quest'ultima, sarà profondamente segnata dalla precoce perdita del fratello, il quale, dopo essersi arruolato come partigiano, perderà la vita in val di Flemme contro i nazisti. In seguito alla morte di Giorgio, Isabella decide di scappare di casa e avrà quindi a che fare con il mondo e con questo i pregiudizi che chiunque ha verso una "italiana di colore". Farà diversi viaggi fra la Somalia e l'Italia, avrà diversi mariti, fino a quando non incontrerà Mohamed, col quale metterà poi al mondo Antar. In seguito alla guerra, che sconvolge la Somalia negli anni Novanta, ella sarà messa a dura prova dalla burocrazia italiana che non ha posto per una donna sottoposta fin dalla nascita a discriminazioni, a uomini che vogliono da lei solo "compagnia".

E' un romanzo importante per la formazione, importante per comprendere che bisogna andare al di là dei pregiudizi, i quali, anche se vengono ambientati nel periodo delle leggi razziali della Seconda Guerra Mondiale o negli anni Novanta in generale, sono attualissimi ancora. E' facile, infatti, tutt'oggi, sentir discriminare gente per il solo colore della pelle, solo perché ama la consuetudine - che poi, chi sceglie cosa sia consueto e cosa no?

Beh, Timira offre il punto di vista di tutti coloro che non rientrano in alcuna "categoria", che vivono da "sfollati", poiché lo Stato è troppo occupato per preoccuparsi di loro.

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