venerdì 27 novembre 2015

Oggi vi racconto.. "Il barone rampante" di Italo Calvino


Italo Calvino, intellettuale di grande impegno, è stato uno scrittore italiano del secondo Novecento.

Ne Il barone rampante, ci narra le vicende di Cosimo Piovasco di Rondo, un giovane barone di dodici anni, il quale, in seguito a uno scontro con il padre autoritario, a causa di un piatto di lumache cucinato dalla sorella maggiore Battista, decide di salire sugli alberi e di non discendere più per il resto dei suoi giorni. Se, inizialmente, tutto ciò sembra nient’altro che un capriccio di un bambino bizzarro ed eccentrico, Cosimo fa prova di mantenere la sua parola organizzando al meglio la sua nuova vita. Con una dettagliata descrizione, Italo Calvino ci rende partecipi delle invenzioni del giovane barone, il quale non si isola dal contesto sociale bensì continua a studiare, a partecipare ai pranzi, ai giochi col fratello Biagio (voce narrante della storia). Insomma, è bene sottolineare che, anziché rifiutarsi dal condurre una vita normale “per terra”, Cosimo arriva anche a migliorare i suoi standard vitali semplicemente muovendosi fra i rami e non sui viali: si interessa di politica, inizia a leggere libri filosofici ed impegnativi, stringe amicizia con intellettuali del periodo. Tramite passaggi ramificati, Cosimo viaggia di città in città, familiarizzando con diversi personaggi: dalla viziata e talvolta opportunista Violante, figlia dei marchesi di Ondariva, ai briganti e ad una comitiva di spagnoli esiliati dalle terre del Re e costretti a vivere sugli alberi.
La storia viene raccontata dal fratello minore di Cosimo, Biagio, il quale si rifiuta fin dall'inizio ad abbandonare il fratello al destino che esso stesso si è creato, bensì decide di partecipare anch'egli alla vita del fratello, attraverso la narrazione della storia e nella pianificazione e costruzione di agi e comodità. L’intenzionale esilio di Cosimo rappresenta allegoricamente la condizione dell’intellettuale in quanto, ponendosi esternamente alla vita degli uomini, mantiene una propria indipendenza, la quale gli consente di guardare con una maggiore obiettività quanto accade nel mondo.

L’insegnamento che Calvino tramanda fra le righe di tale romanzo consta nel sottolineare la necessità di scegliere la propria strada, il proprio modo di vivere e difenderlo al meglio, anche se talvolta i giudizi esterni vanificano e criticano le personali scelte. Insistendo nel proprio percorso si può giungere all'armonia con sé stessi, nonché alla felicità.

Nessun commento:

Posta un commento